Tra dipendenti pubblici e privati non c’ è differenza. Se deve essere fatta una proposta di legge o addirittura una legge non si può fare alcuna distinzione tra le due categorie di lavoratori. Partendo da questo ritengo che il nostro ministro Brunetta abbia discriminato i primi a favore dei secondi. Chi è a casa in malattia e lavora nel pubblico il nuovo orario da rispettare è dalle ore 8.00 alle 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 20.00,mentre chi è nel privato deve rispettare un orario molto più leggero dalle 09.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.
Chi è corretto nel pubblico non ha piacere di vedersi additato come vagabondo e non capisce il motivo di questa differenza di trattamento.
Chi non è corretto nel pubblico e nel privato e prova a chiedere dei giorni di malattia non avendone bisogno, deve trovare il medico di base compiacente che esaudisca la sua richiesta, se il dottore non è compiacente continua a lavorare.
Il vero problema è quello di individuare i colleghi di manica larga, oltre quello di penalizzare gli orari ma in maniera uguale.
Si devono fare i controlli. Dare sanzioni pesanti ai “furbi” che sovraccaricano poi di lavoro i colleghi. Individuare coloro che rilasciano falsi certificati e fare in modo che non lo facciano più
Chi è nel giusto e si vede penalizzato si arrabbia giustamente. Io l’ ho provato tantissime volte ma questa è un’ altra storia.
