Quante volte pensiamo che dobbiamo morire.
Quante volte pensiamo a come ci piacerebbe morire.
Quante volte pensiamo a come non ci piacerebbe morire.
Certo, tra i vari modi possibili che la sorte ci assegnerà per non appartenere più a questo mondo, uno dei peggiori è senza dubbio quello di morire di sete e di stenti in un deserto. Morire di sete con il bicchiere e l’ acqua a distanza di un braccio senza avere la possibilità di prenderli perché non ci possiamo muovere è possibile.
Morire di sete con l’acqua il bicchiere la bottiglia e chi può darci da bere vicini a noi non è possibile. Neppure agli animali si nega l’acqua. Neppure chi è condannato alla pena di morte si uccide così.
Sì ma Eluana non è capace di sentire niente, si spegnerà senza alcuna sofferenza, è così da tanti anni e ora basta. E’ ora da finirla.
Come vorrei che questo diventasse uno stimolo per la ragazza.
Come vorrei che all’ ultimo momento Eluana riaprisse gli occhi e chiedesse da bere ai suoi aguzzini.
Come vorrei che qualche altro, al posto del padre si occupasse della ragazza. Quante volte per molto meno i giudici assegnano i bambini ai servizi sociali perché ritengono la famiglia non capaci di educare i minori…in questo caso si asseconda un desiderio di morte ed il padre acconsente alla fine fisica della figlia…Cose da matti.
Perché non si fanno appelli affinché qualcuno, associazioni di volontari, comunità, clero, privati…o chi per loro non si prendano cura di questi casi disperati? Nascono Onlus o associazioni tutti i giorni che si occupano di tutto e di tutti…questo sarebbe senza dubbio un gesto umano e di pietà nei confronti del nostro prossimo.
Quante volte pensiamo a come non ci piacerebbe morire.
Certo, tra i vari modi possibili che la sorte ci assegnerà per non appartenere più a questo mondo, uno dei peggiori è senza dubbio quello di morire di sete e di stenti in un deserto. Morire di sete con il bicchiere e l’ acqua a distanza di un braccio senza avere la possibilità di prenderli perché non ci possiamo muovere è possibile.
Morire di sete con l’acqua il bicchiere la bottiglia e chi può darci da bere vicini a noi non è possibile. Neppure agli animali si nega l’acqua. Neppure chi è condannato alla pena di morte si uccide così.
Sì ma Eluana non è capace di sentire niente, si spegnerà senza alcuna sofferenza, è così da tanti anni e ora basta. E’ ora da finirla.
Come vorrei che questo diventasse uno stimolo per la ragazza.
Come vorrei che all’ ultimo momento Eluana riaprisse gli occhi e chiedesse da bere ai suoi aguzzini.
Come vorrei che qualche altro, al posto del padre si occupasse della ragazza. Quante volte per molto meno i giudici assegnano i bambini ai servizi sociali perché ritengono la famiglia non capaci di educare i minori…in questo caso si asseconda un desiderio di morte ed il padre acconsente alla fine fisica della figlia…Cose da matti.
Perché non si fanno appelli affinché qualcuno, associazioni di volontari, comunità, clero, privati…o chi per loro non si prendano cura di questi casi disperati? Nascono Onlus o associazioni tutti i giorni che si occupano di tutto e di tutti…questo sarebbe senza dubbio un gesto umano e di pietà nei confronti del nostro prossimo.